METTERE IN BOZZE Sinossi dei nostri libri

Luisa Sisti, I giorni e l’amore

1965, ritroviamo Guido Vivanti che, all’alba, parte a bordo della sua Fiat 1100 bordeaux … Destinazione Milano, dove Laura si è trasferita per lavoro e per dimenticare Guido. L’incipit, come inquadrature di un film, presenta nuovi personaggi che avranno un ruolo importante nella vicenda: la paleologa belga Ingrid van den Ostweeld, il giovane ingegnere Goffredo Guarnieri ed infine, l’ignara Laura che esce dalla redazione del “Corriere della Sera”. Inizia così una vicenda che coprirà un quarto di secolo, un intreccio corale, una trama che permette di far muovere tutti i personaggi entro il quadro storico fedelmente ricostruito da fonti dirette.

Claudio Chiavari, Oltre il limite delle proprie possibilità

Metà degli anni Settanta. Provincia italiana. Giovanni, appena undicenne, viene accompagnato dai genitori al Seminario Minore Diocesano per permettergli di continuare gli studi. La loro famiglia contadina non si può permettere di far studiare gli altri figli. Incomincia un percorso che lo porterà all’ordinazione sacerdotale, sotto la guida spirituale di don Savino, figura che lo accompagnerà in tutto il romanzo. L’ordinazione sacerdotale è anche un percorso obbligato per un ragazzo che cresce esclusivamente dentro le mura di edifici sacri. Prima il Seminario Minore della Diocesi, poi un collegio storico di Roma. Non ha modo di conoscere la vita al di fuori e ciò che vede di sbagliato intorno a lui lo rifugge per la paura inconscia di aprire gli occhi…

Il libro tratta temi dell’esclusione sociale di baraccati e degli omosessuali, con particolare riguardo agli ultimi decenni del secolo scorso (problema HIV incluso) e tutto in confronto con l’atteggiamento ufficiale della Chiesa Cattolica, a volte in contrapposizione con alcuni (o forse molti) preti di periferia.

Anna D’Auria, Mala Jin. Tulipani nel cemento

Accadde per la prima volta il giorno del suo quindicesimo compleanno: la sensazione di uscire dal proprio corpo e di guardarsi dal di fuori, quasi l’anima avesse preso una pausa per volgersi verso un altrove popolato di altre anime, che hanno ormai perso per sempre la propria dimensione corporea.

È qui che Elena trova conferma a un sentimento che già da tempo albergava nel suo cuore: poco o niente della vita che ha condotto fino ad ora le appartiene, non il suo nome né il suolo che calpesta ogni giorno, perfino l’amore della donna che l’ha cresciuta come una figlia non è sufficiente a sopire quella sensazione di essere venuta al mondo per fare altro, qualcosa di più importante.

Poche parole lasciate su un foglio – “devo tornare nella mia terra” – e poi l’inizio del lungo viaggio verso Muş, una delle zone della Turchia a prevalenza curda, alla riscoperta del proprio passato per dare un significato al proprio futuro… Intenso e coinvolgente fin dalle prime pagine, Mala Jin narra con grande lucidità il dramma quotidiano delle donne curde, bambine cresciute troppo in fretta, giovani guerrigliere pronte a imbracciare il Kalashnikov per difendere il proprio diritto alla vita, anche a costo di sopprimere per sempre ogni naturale istinto femminile.

Qui giunge a compimento la parabola di formazione della protagonista e, tra le asperità delle montagne dell’Anatolia e il cemento di città fatiscenti, sboccia alla fine un nuovo tulipano.

Rigenerare il Bel Paese, Alessandro Bianchi

Il libro nasce dal lavoro di ricerca e didattica che si svolge all’interno della Scuola di Rigenerazione Urbana Sostenibile-La FeniceUrbana e, in particolare, dalla constatazione delle vistose carenze presenti in questo campo nel nostro Paese e dalla disamina di alcune delle esperienze più significative attuate in materia di rigenerazione in Europa.

Il presupposto da cui muove la trattazione è la necessità di un radicale cambiamento nel modo di pensare la città che finora ha visto dominare la logica dell’espansione, del consumo di suolo e della noncuranza nei confronti della questione ambientale. Il capovolgimento di questa logica ha come caposaldo la messa in gioco dell’enorme patrimonio edilizio dismesso esistente nel nostro Paese, da attuare tramite un processo di rigenerazione urbana sostenibile.

Di qui l’articolazione in un capitolo iniziale dedicato alla proposta di un nuovo modo di pensare la città; un secondo alla definizione dei caratteri costitutivi della sostenibilità; un terzo alla ricognizione del patrimonio edilizio dismesso; un quarto alla presentazione di alcune esperienze esemplari in materia di rigenerazione urbana.

Storia di un numero, Davide Rossi

Un numero non è fine a se stesso: ha un’esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall’opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia
per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi.

La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un’altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c’è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l’ignoto e la natura.

Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un’irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte.

Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall’infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

Perché in Antartide? Marianna Daniele

Perché in Antartide fa così freddo? Perché questo continente è così importante per la comprensione dei cambiamenti climatici? Perché non ci sono gli orsi polari? – ebbene sì, non ci sono! Perché non c’è una capitale? Perché… in Antartide?

Per rispondere a queste e a moltissime altre domande legate a questo straordinario continente, l’autrice ha selezionato una parte dei post del blog “Il Vespucci in Antartide” rivolto agli alunni delle scuole che l’hanno seguita virtualmente durante la sua esperienza al Polo Sud. Un diario che spiega in modo semplice ma rigoroso perché fare ricerca scientifica nelle regioni polari sia così importante e come un’insegnante di geografia sia andata dall’altra parte del mondo per raccontarlo.

L’amore è una danza, Maria Orlandi

Christine è una interior designer di Boston. Ama la sua città, ma ancora di più la tranquillità di una vita organizzata e prevedibile. Orgogliosa e pratica, rifugge ogni situazione che possa mettere in discussione le sue convinzioni. Jordan è un coreografo affermato che gira il mondo in tournée.

Bello e apparentemente pieno di sé, lascia trasparire ben poco della sua vita, salvo rivelarsi una continua sorpresa. Con un curriculum così, per Christine è facile liquidare Jordan come un semplice “pallone gonfiato”. Eppure il destino intreccia i loro passi, li avvicina e poi li allontana, li costringe a cercarsi e rincorrersi da un capo all’altro del mondo in quella che sembra una danza d’amore.

“L’amore è una specie di danza, uno di quei balli a due in cui, affinché la coreografia risulti armoniosa, è indispensabile muoversi in sincronia, magari con movimenti diversi ma seguendo lo stesso ritmo, lo stesso tempo per non rischiare di ritrovarsi a ballare da soli in un angolo buio della grande sala della festa che è la vita”.

La tua voce ora è grido, Marinella Brrandinali

Dal silenzio al grido. Il coraggio della parola di Marinella comincia nella sua fragilità: all’interno di questo silenzio che, propagandosi, definendosi, parla. Una fragilità data dalla sottrazione che è mancanza: il posto vuoto di una cosa che c’era e che non c’è più. E allora la poesia avviene… scava nel niente, ne ricava una voce, le insegna a cantare.

Amarti per quello che sei… così, solo guardandoti senza poterti toccare, ricordando la tua mano, ricordando le tue braccia, ricordando ogni piccola cosa che era rifugio e calore.

Un accordo stonato, Gianni Bortolaso

Il web è un contenitore immenso e oscuro. Quante cose ci possiamo trovare dentro? E quante, invece, negli abissi insondabili del dark web? Nemmeno Miky, fannullone ed esperto di informatica, poteva saperlo prima di imbattersi in un’app misteriosa: «per realizzare qualsiasi tuo desiderio» recitava l’annuncio. Insieme agli amici Rosy e Mauro, e al gatto Spred, affronterà quello che solo alla fine scoprirà essere uno stravagante e diabolico accordo.

Il male è che otto miliardi di persone ogni mattina si svegliano e per il resto della loro disgraziata giornata devono per forza fare qualcosa, anche le cose più inutili.

Un sogno per vivere, Francesca Spadaro

Libro candidato da Giuliano Mazzeo al Premio Strega 2022

Un sogno per vivere è un romanzo storico, che si svolge nel ventesimo secolo. Narra le vicende di un gruppetto di cinque liceali del Mamiani di Roma, sulle cui giovani vite incombe la seconda guerra mondiale stravolgendone il presente con l’immediato richiamo alle armi per i quattro ragazzi, Eugenio, Enrico, Giulio e Mario, e minacciandone il futuro, anche per la ragazza, Ambra, che si troverà ad affrontare i problemi della povertà e del disagio sociale causato dalle leggi razziali. La profonda amicizia di gioventù si consolida nei comuni valori della lealtà e del rigoroso rispetto delle regole.

Pagine di cruenta realtà descrivono le atroci ferite dei soldati colpiti a morte, scatenando un dolore insopportabile per Eugenio, impotente nel salvarli o nel lenire il loro dolore, sotto l’occhio indifferente di taluni esseri viscidi, con troppe stellette e con una pietra al posto del cuore. Il romanticismo di Eugenio, mai del tutto sopito, torna prepotente nei momenti più duri, quando realizzare il suo sogno diventa l’unico motivo per vivere.

Proposto da Giuliano Mazzeo al Premio Strega 2022 con la seguente motivazione:
«La scrittrice Francesca Spadaro ci offre un quadro inedito di una generazione che ha visto le sue legittime aspirazioni ed i propri sogni frustrati e devastati da eventi storici invivibili e imprevedibili che solo in minima parte consentono a chi li ha vissuti l’equilibrio necessario per sopravvivere in una società uscita dalle ceneri della guerra priva di certezze e di speranze per il futuro.»

Industry 4.0, Luigi Puccio

Stiamo attraversando un periodo storico che è contraddistinto da una grande quantità di cambiamenti che avvengono in tempi molto brevi, due bambini su tre fra quelli che ora iniziano la scuola primaria, faranno in futuro un lavoro che oggi non esiste. La marcia dell’intelligenza artificiale sta avvenendo con un’accelerazione impetuosa.  Che fine farà il lavoro degli esseri umani? Lasceremo tutto ai robot?  Il processo tecnologico dà le vertigini, in un Pianeta sempre più sterile e sovrappopolato. 

INDUSTRY 4.0, la quarta rivoluzione industriale, il cambio dei paradigmi. Ma c’era bisogno di una pandemia per accelerare e cambiare i processi?  Sta a noi renderla evolutiva o involutiva. Mentre le macchine si evolvono per soddisfare i nostri bisogni a un livello sempre più intimo – producendo così nuovi bisogni – noi ci muoviamo nella stessa direzione, adattandoci progressivamente alle esigenze delle macchine.  Il nostro cervello fa parte di un sempre più vasto ecosistema digitale. La tecnologia quindi non è di per sé né il problema né la soluzione. La questione cruciale è il suo rapporto con l’uomo, la nostra capacità di comprendere limiti e potenzialità dell’innovazione. 

Wuthering winds, Dario Pasquali

Una donna legata a una sedia in un seminterrato è ferita e perde sangue; un figlio trova suo padre anziano in fin di vita; in un passato remoto invece Carlo e Alessandro sono due bambini che a poco a poco diventano adulti. Celine è il centro delle azioni e dei sentimenti di un padre e di suo figlio, catturati entrambi dalla sua bellezza e dalla sua maestria nel far apparire reale la finzione.

Alla fine il passato si ricongiungerà con il presente, per svelare la vera identità di tutti i personaggi e il loro ruolo. Il vento soffia forte, minaccia e solleva il mondo, ma la storia infinita dei padri e dei figli, tra contraddizioni e buona volontà, continuerà ad essere il motore che spinge verso il futuro l’umanità.

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